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Aragoste aliene

Alessandro Cadoni

L’estate è tornata! Siete pronti alla comparsa dei laghi molesti sotto le ascelle e agli eritemi selvaggi mentre si tenta di prendere un po’ di sole? È il momento giusto per andare in cantina e rispolverare lo stampo per gelati comprato sullo store mesi fa, o per catapultarsi in piscina. I friendzini sanno che potranno fare foto incantevoli per alzare la qualità del loro profilo sfruttando i tramonti o le passeggiate in montagna.

 

Un’estate Beppe, vuoi per il troppo sole, vuoi per l’overdose di arancine, perse il senno e si autoproclamò sovrano assoluto della spiaggia. Per imporre il suo dominio fece un massiccio acquisto sullo store: ventimila ARAGOSTE GONFIABILI INTEX. Una mattina i bagnanti videro un enorme macchia rossa che si stagliava all’orizzonte. I più saggi fuggirono, ma pochi ebbero scampo dall’esercito Langelliano! Nel giro di un’ora la spiaggia era soggiogata e Beppe rideva dal suo rosso trono gonfiabile. La resistenza era schiacciata e il popolo si arrese al verdetto del nuovo sovrano. Gattini e carlini erano banditi dal regno, le freddure e l’ilarità avrebbero preso il loro posto. Tutto era perduto.

Ma quando ogni speranza sembrava vana, due eroi emersero dalle cabine. I due stranieri giunsero inaspettati in un ilare pomeriggio. Mentre camminavano sul lungomare si guardavano attorno. Sulla spiaggia non c’era l’ombra di un gattino e tutti avevano i crampi alle guance dalle risate. I segni della feroce tirannide erano evidenti. C’era bisogno di due eroi. Due eroi come loro.

Approfittando del sonnellino pomeridiano delle aragoste, si fecero strada fino a giungere al trono rosso. “Re Giuseppe!” urlò il più alto “Codesto regno del terrore è finito! Lascia stare questa brava gente”. Dall’alto del suo scranno Beppe non si scompose “Eroi, siete venuti da una terra lontana per affrontarmi. Ma il vostro destino è segnato. Non temete però, quando le mie aragoste avranno finito con voi vi porterò una videocamera in ospedale”. Gli eroi non comprendevano il significato di quelle parole. “Vi serverà per riprendervi!”

Approfittando dello stato di shock in cui la battuta li aveva lasciati, Beppe ordinò l’attacco e le aragoste partirono alla carica. Gli eroi si difesero come potevano, uno lanciando dadi affilati, l’altro scagliando gattini coccolosi. La resistenza era fiera, ma non c’era speranza: loro erano due, le aragoste ventimila. Sarebbero stati sopraffatti.

Per questo ricorsero a un atto estremo. Con uno scatto felino emersero dalla ressa. “Potere del cannolo, a noi!” Era l’attacco amoroso della suprema scuola di Palermo. Grazie alla forza dell’amore si fecero largo nell’armata e giunsero davanti a Beppe. Come per miracolo, la forza dell’amore lo fece rinsavire. Comunque sia andata Beppe restituì la spiaggia ai bagnanti e regalò le aragoste ai bambini. Non temete per lui, gli ex sudditi si erano affezionati a lui e adesso aspettavano la battuta del giorno con impazienza.

E i nostri eroi? Loro procedono verso il tramonto, andando a difendere i più deboli dalle angherie dei prepotenti, grazie al potere dell’amore del cannolo.